martedì 17 aprile 2012

Comunicato stampa La riforma degli Erdisu?Non si fa sui giornali.

“Basta con i lanci di notizie a mezzo stampa sul destino del diritto allo studio in Regione Friuli Venezia Giulia; la giunta regionale ne parli nelle sedi istituzionali competenti.”

Siamo sconcertati dal comportamento tenuto dall’assessore Molinaro e dal Presidente Tondo i quali seguitano ad utilizzare il pernicioso metodo delle dichiarazioni politiche a mezzo stampa senza convocare ufficialmente e congiuntamente gli stakeholders del diritto allo studio per annunciare i loro progetti nelle sedi istituzionali competenti.
Nella questione diritto allo studio risultano infatti coinvolti a pieno titolo varie figure che, a partire da studenti e Rettori in quanto espressione delle due Università regionali ma senza dimenticare enti locali ed altri soggetti, in Friuli Venezia Giulia sono i primi interpreti di quanto previsto dagli articoli 33 e 34 della carta costituzionale.

Alcuni incontri già svoltisi separatamente tra i vari soggetti interessati senza quindi permettere un confronto unico su un tema comune a più soggetti, risultano ormai superati dai nuovi contenuti derivanti dal continuo stillicidio di dichiarazioni a mezzo stampa della giunta regionale e dagli interventi dei consiglieri regionali, nonché di esponenti di spicco dei partiti politici che costituiscono la maggioranza in consiglio regionale e di cui la giunta stessa è o dovrebbe essere diretta espressione.
Mentre fino a ieri infatti la soluzione posta sul tavolo dalla giunta Tondo per il diritto allo studio regionale era quella della fondazione di partecipazione di diritto privato, oggi non si contano più le notizie a mezzo stampa tramite le quali assistiamo al susseguirsi in modo disordinato e per nulla omogeneo delle voci più diverse e contraddittorie in merito al futuro degli Erdisu.

Chiediamo quindi all’assessore competente, Roberto Molinaro, che faccia chiarezza e opera di sintesi politica sullo stato dell’arte del progetto di riforma del diritto allo studio regionale e che ciò avvenga nella sede istituzionale competente qual è la “Conferenza Regionale per il diritto e le opportunità allo studio universitario” individuata peraltro dallo stesso articolo 6 della legge regionale 12/2005 quale organismo principe in materia di indirizzo e coordinamento per le politiche del diritto allo studio regionale.
Auspichiamo altresì che tale organo venga convocato a breve termine e per tempo in modo tale da poter favorire un confronto democratico aperto tra la totalità degli stakeholders del diritto allo studio regionale con tempistiche e modalità che prevedano anche l’opportunità di incidere a livello progettuale sul diritto allo studio regionale ed in merito all’attuazione dello stesso.

Eleonora Cervesato, Alberto Fileti, Jacopo Lillini
Consiglieri di amministrazione e rappresentanti degli studenti E.R.Di.S.U. Trieste


Mattia Fadel
Presidente del Consiglio degli studenti dell’Università degli Studi di Trieste
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venerdì 13 gennaio 2012

COMUNICATO STAMPA-QUALE FUTURO PER GLI ERDISU?

COMUNICATO STAMPA-QUALE FUTURO PER GLI ERDISU?


Il giorno 12 gennaio si è tenuto l’incontro sul tema del diritto allo studio tra i rappresentanti degli studenti universitari del Friuli Venezia Giulia e l’Assessore regionale all'istruzione, università, ricerca, famiglia, associazionismo e cooperazione, Roberto Molinaro.

Erano presenti in rappresentanza della componente studentesca regionale: Alice Buosi come Presidente del Consiglio degli Studenti dell’Università di Udine e Presidente del Coordinamento Regionale per l’Alta Formazione, Mattia Fadel come Presidente del Consiglio degli Studenti dell’Università di Trieste, Jacopo Lillini e Alberto Fileti, rappresentanti in CdA Erdisu Trieste e Roberto Tomassoni, rappresentante in CdA Erdisu Udine.

Il progetto di riforma del diritto allo studio presentato dall’Assessore Molinaro prevede l’istituzione di una fondazione di partecipazione cioè un ente di diritto privato, unico per tutta la regione FVG.

Pur confermando, con la soppressione degli Erdisu, la volontà di modifica radicale dell’assetto del diritto allo studio universitario regionale, l’Assessore ha garantito che la partecipazione ed il peso degli studenti alla governance di suddetta fondazione rimarranno invariati rispetto alla situazione attuale. La riforma non interesserà nemmeno lo stanziamento regionale che, al fine di garantire il buon livello dei servizi, non subirà riduzioni.

Tuttavia noi rappresentanti della comunità studentesca avanziamo delle perplessità in merito all’apertura ai privati resa possibile da questo nuovo soggetto giuridico. In particolare, non risulta ben chiaro ad oggi il ruolo assunto dai privati all’interno di questa fondazione e ci preoccupa la possibilità che la loro partecipazione possa contemplare anche compiti decisionali ad ogni livello.

Inoltre bisogna ricordare che a livello nazionale il Ministero non ha ancora comunicato l’indirizzo che intende seguire in materia di diritto allo studio. Sarebbe quindi opportuno attendere anche un’indicazione nazionale prima di avviare un processo di tale complessità a livello regionale.

Ulteriore punto critico risulta essere a parer nostro l’unificazione territoriale della gestione del diritto allo studio. Al di là dello sterile campanilismo tra i due capoluoghi, ci teniamo a ricordare che le necessità locali risultano diversificate in modo non secondario tra Udine e Trieste poichè ogni realtà ha le sue peculiarità e servizi non sempre simili. Queste caratteristiche rischiano di non essere considerate appieno in una situazione di amministrazione unificata e soprattutto, nonostante il mantenimento dei presidi sul territorio,  come ci è stato assicurato, nel momento in cui ci dovessero essere un’unica struttura decisionale ed un’unica sede  si potrebbero venire a creare delle condizioni poco equilibrate e non completamente favorevoli al buon andamento dei servizi in risposte alle esigenze degli studenti dei due Atenei.

Restiamo quindi in attesa di un prossimo incontro durante il quale ci auguriamo di avere informazioni più certe in merito agli argomenti trattati.


Gli studenti rappresentanti del Coordinamento Regionale per l’Alta Formazione




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venerdì 25 novembre 2011

Diritto allo Studio Universitario in Friuli Venezia Giulia: la fine è dietro l'angolo?

Pubblico il mio intervento fatto durante l'ultimo CdA Erdisu Trieste che, in sostanza, è una fotografia della situazione attuale del diritto allo studio universitario in Friuli Venezia Giulia.

Vorrei augurare buona lettura a tutti ma, data la situazione che viene messa in evidenza, potrebbe sembrare quasi una presa in giro...

Il Consigliere Fileti, nell’esprimere apprezzamento per il lavoro svolto dagli Uffici, sottolinea che la situazione di bilancio, sentite le relazioni del Presidente e del Collegio dei Revisori dei Conti, è la conseguenza di una sempre più percepibile mancanza di attenzione della Regione nei confronti del diritto allo studio universitario il quale, nonostante il tentativo dell’Assessore competente di assicurare il pagamento del 100% delle borse di studio, ha visto comunque venir meno interventi quali il contributo alloggio da € 500,00, la diminuzione della fasce di reddito per le borse di studio ed il posto alloggio nonché un aumento del 75% in un solo anno del costo del posto alloggio nelle case dello studente. 

Per quanto riguarda la gestione politica delle risorse umane, non imputabile all’Ente,  risultando quest'ultimo 
essere stato utilizzato in tempi recenti dalla Regione come un luogo di prelievo di personale qualificato e parcheggio di personale meno utile alle risultanze dell’azione amministrativa, rileva la criticità che nel tempo si è venuta a creare con la diminuzione costante del personale, anche interinale,  con il rischio quindi di un carico di lavoro non più sostenibile e non più accettabile dai tecnici amministrativi superstiti.
Cosa che, come prima conseguenza, può facilmente condurre al peggioramento della qualità dei servizi agli studenti ad esempio causa maggiori tempi di attesa nell'erogazione degli stessi.


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lunedì 5 settembre 2011

Un calcio al welfare: ritirata dello Stato e Libro dei sogni senza sogni

Ringrazio Marco Barelli per avermi dato, con un suo breve commento, lo spunto iniziale per questo post.

La sussidiarietà orizzontale, questa vexata quaestio. Perché com’è vero che la sussidiarietà è prevista dalla Costituzione ex art 118 della stessa, è altrettanto vero che sul tema della stessa declinata in senso orizzontale (articolo 118, comma 4) vi sono infatti diverse applicazioni.

Ci sono infatti due concezioni di sussidiarietà: una che mira a mettere in secondo piano il ruolo dello stato (vedi Libro Bianco di Sacconi) a favore dell’intervento privato ed un’altra che, pur valorizzando le risorse private, vuole che lo stato stesso assuma e mantenga il ruolo forte di garante garantendo quindi qualità accettabili e massima nonché diffusa copertura dei servizi alla popolazione.


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giovedì 25 agosto 2011

Coesione sociale sotto terra e manovra finanziaria sott'acqua

Ed alla fine, a suon di aggiunta di miliardi di tagli e lacrime e sangue (peraltro sempre a carico degli stessi sventurati) sarà sciopero generale. Indetto, però, dalla "sola" Cgil cioè, scusate, dal più grande sindacato italiano.




E qui, per alcuni nascono i problemi ed iniziano i mal di pancia: si passa dall'"ingiustificabile e contraddittorio del ministro Sacconi" passando per lo sciopero che è "un errore" di Marini all'"assurdo, controproducente e sbagliatissimo" di Fioroni il quale aggiunge anche che "bisogna opporsi". Tra l'altro, opporsi a chi ed a cosa? Allo sciopero ed alla Camusso o piuttosto magari ad una manovra iniqua ed al governo?Ricorderei a Fioroni, che in Parlamento stiamo e sta all'opposizione proprio di quel governo.


Abbiamo appena letto quello che, secondo alcuni illuminati, la Cgil non avrebbe dovuto fare.
Vediamo più in dettaglio cosa e perché no.

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