Corte di Cassazione: un vai e vieni degno di uno scalo aeroportuale
Gente che entra ed esce, passaggi al bar, parcheggi in seconda fila e un andrivieni di macchine più unico che raro. Vi chiederete dove ci troviamo: un porto?un aeroporto?una stazione treni? Fosse così nulla di strano. Sarebbe, anzi, normale.
Meno normale è il fatto che, invece di essere in un aeroporto, ci troviamo a Roma fuori dalla sede di Piazza Cavour della Corte di Cassazione.
E ancora meno lo è il fatto che tra l’entrata e l’uscita dal Palazzo prima di andare ad esempio a parcheggiare la macchina venga in alcuni casi passato il badge nell’apposita macchinetta timbrando così l’inizio ufficiale dell’orario di lavoro.
Il tutto adeguatamente documentato da una telecamera di Repubblica Tv da cui è tratto il video che vedete qui sotto.
Il tutto adeguatamente documentato da una telecamera di Repubblica Tv da cui è tratto il video che vedete qui sotto.
Come si vede la motivazione più frequente è appunto quella della necessità di trovare un posto per la macchina a causa della difficile situazione dei parcheggi nella zona.
Il tutto impiega ben 10 minuti che ovviamente, passando il badge, vengono conteggiati nell’orario di lavoro.
C’è chi invece nell’intervallo si concede un’uscita magari con accompagnatore.
Ovviamente il tutto rigorosamente a rischio di sanzioni disciplinari tanto che qualcuno ammetto che “non si può fare” e che “lo sto facendo a mio rischio e pericolo”.
E, forse, lo fanno in tanti.
E c’è di più…
Il resto?Guardate il video…








































2 commenti:
Sei un grande Fil...
Quando sarò al Governo al posto dei Berlusconi (dopo Silvio e Piersilvio), ti farò Ministro delle Comunicazioni....
Guglielmo
Ciau Fil!
E' la classica situazione degli statali.
Capitava ai tempi di mia madre, 30 anni fa, e capita ora.
Se il malcostume è così radicato c'è da sospettare che, piuttosto che farci sopra la morale, sia sbagliato il rapporto tra stato e dipendente pubblico.
Così controllarli non ci si riesce e loro se ne fregano.
O più banalmente: è fattato il sistema dei cartellini, che fa tanto Fantozzi.
Certo, non che le alternative siano rosee.
Ci sono altri dipendenti pubblici, docenti universitari, che proprio non hanno questo problema: NON TIMBRANO né DEVONO TIMBRARE.
Là sì che si è risolto molto! Lavorano a cottimo, e sono pagati a opera svolta!
E ma quanto lavorano e ma quanto producono! uh! QUANTO!
Solerti, puntuali e cordiali.
( Amara ironia. )
ciao, Marco!
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